Testo tratto dalla pubblicazione dell'Arciconfraternita del
Santo Monte - Iglesias
L’ARCICONFRATERNITA DEL SANTO MONTE Cinque secoli di vita, di operoso
lavoro nel campo religioso e del sociale. Il primo
riconoscimento il sodalizio lo riceve il 16 Novembre del
1616 con L’elevazione al rango di Arciconfraternita. Il
soccorso ai bisognosi, le cosiddette opere di misericordia
corporale, scandiscono i tempi del suo lavoro: ieri
l’Ospedale di S. Michele (fino al 1500) e l’assistenza ai
condannati a morte (fino al 1850), oggi l’assistenza ai
bisognosi. Le attività religiose hanno come perno i riti
seicenteschi della Settimana Santa; le città sarde di
vecchia tradizione hanno la loro Settimana Santa, Iglesias
l’ha elaborata in maniera particolare, unica ed accompagnata
ad una partecipazione collettiva difficilmente
raggiungibile. Il Santo Monte ha vita regolata da
antichissime costituzioni e consuetudini che nel corso dei
secoli sono mutate con poche e non sostanziali modifiche. Il
corpo dei Confratelli (o Germani come si appellano adattando
lo spagnolo Hermanos) era un tempo formato particolarmente
dalla classe nobiliare. La gerarchia interna vede un
Conservatore, un Vice Conservatore, un Tesoriere, un
Segretario e un Sacrista Maggiore che sovrintendono alle
attività del sodalizio regolate e dirette però dal corpo dei
Confratelli. L’abito dei Germani, bianco, inamidato e
guarnito di fiocchi neri, è di chiara influenza spagnola;
esso verrà indossato al momento della professione con un
rituale elaborato che si tramanda senza modifiche. Sfilano
in processione in rigoroso ordine di anzianità, con il
cappuccio abbassato (Sa Visiera).
PRESENTAZIONE Il segno della Spagna nella nostra
cultura, questo è il senso della Settimana Santa di
Iglesias. E’ spagnolo il significato del suo nome: Iglesias,
Chiese. E’ spagnola la sua tradizione più importante, la
Settimana Santa. Sono spagnole le volte gotiche della sua
Cattedrale, Santa Chiara. E’ spagnolo il suo sodalizio più
antico, l’Arciconfraternita del Santo Monte. E’ spagnolo il
senso della vita degli iglesienti: sanguigno quanto basta,
generoso nei sentimenti, nel lavoro; sa godere e sa farsi
mesto, quando serve: nella Settimana Santa. Chi cammina
nelle strade strette dei suoi quartieri storici, nella
settimana che precede la Pasqua, aguzzi lo sguardo del
sentimento: vivrà la stridente contraddizione della natura
che risorge e del figlio di Dio che muore. Si soffermi a
guardare la luna nel suo miglior plenilunio, la osservi
staccando lo sguardo dalle Processioni, dalle matraccas, dai
baballottis. La vedrà guardare la città, le sue sofferenze,
le sue miserie e la sua nobiltà. Un battito di ciglia e
tutto se ne va, si interrompe al suono delle campane che
annunciano la Risurrezione.
MARTEDI’ SANTO
La croce dell’Arciconfraternita apre questa
processione, la più antica con quella del descenso:
la processione dei Misteri. Sette Simulacri a
ricordo della Passione di Gesù: orto degli ulivi,
cattura, flagellazione, Ecce Homo, salita al
calvario, Crocifissione, Addolorata. I giovani
baballottis portano a spalla i simulacri; il primo
dei quali è particolarmente pesante ed impegna il
Santo Monte con parecchi giorni di partecipazione.
Alla moda spagnola, un consistente ramo d’ulivo,
offerto generosamente, viene issato sulla portantina
con il simulacro di Gesù in preghiera ed adornato di
fiori ed essenze mediterranee. Solamente due
bambini, con il tradizionale abito penitenziale dei
baballotti, vi partecipano; essi rappresentano il S.
Giovanni e la Maddalena nella processione del
descenso del Venerdì Santo.
MERCOLEDI’
SANTO I rami d’ulivo ed i fiori
che adornavano il giorno precedente Gesù che prega nell’orto
degli ulivi, vengono distribuiti, una volta benedetti, ai
fedeli che numerosi affollano la Chiesa di S. Michele per la
S. Messa dedicata ai Confratelli defunti. I Confratelli del
S. Monte assistono per il precetto Pasquale; al termine
della liturgia il sacerdote benedice i fedeli con la
reliquia del Lignum Crucis.
GIOVEDI'
SANTO La
messa Crismale e la messa in Coena Domini
scandiscono il tempo del primo giorno del triduo Pasquale. A sera, in cappelle riccamente addobbate
dove non manca "Su Nenniri", il Santissimo
Sacramento viene solennemente esposto. E' pratica
pia visitare queste cappelle dette delle Reposizione.
Per questo Motivo, per antichissima tradizione, il
Santo Monte sortisce in processione per compiere
questo atto di pietà e di fede accompagnato dalle
altre confraternite cittadine (SS.mo Sacramento e S.
Giuseppe). A questa processione partecipano adulti e
bambini con la tradizionale abito da babalotti:
quest'abito ricorda quello degli antichi flagellanti
che sin dal XIII° secolo caratterizzavano con la
loro presenza i principali momenti di fede della
nostra Città. Rigorosamente incappucciati, come
d'altra parte i Germani del santo monte, sfilano
per i selciati della città vecchia in religioso
raccoglimento, scortando il simulacro della Vergine
Addolorata. Il tamburo e la matraccas (comprese
quelle enormi che aprono il corteo) avvisano e scandiscono lo snodarsi del corteo.
VENERDI’ SANTO (mattino) Di
buon’ora prima, alle nove oggi, il terzo appuntamento: la
processione del Monte. Si rivisitano le chiese seguendo però
nell’ultima parte un itinerario che ricorda la salita di
Gesù al Calvario. L’antico quartiere di “Sa Costera”,
fornisce un adatto e suggestivo scenario. La madonna
Addolorata accompagna il simulacro di Gesù con la croce
sulle spalle. Ad imitazione di questo, i piccoli baballottis
portano una piccola croce.
VECCHI
RITI Anticamente
altri due momenti segnavano il Venerdì Santo iglesiente: “Su
Scravamentu” e successivamente le “Tre ore di agonia”;
riti ormai scomparsi ma non dimenticati. Cessarono di
esistere: “Su Scravamentu” alla fine dell’Ottocento, le “Tre
ore di agonia” alla fine degli anni Quaranta. Il primo fu
vietato, pare, per tumulti e poi mai più ripreso o perché,
si pensa, che la chiusura al culto della Chiesa di S.
Francesco abbia materialmente impedito lo svolgersi della
cerimonia. Il secondo abbandonato al mutare dei tempi e
della liturgia. Anche molte
delle vecchie confraternite hanno cessato la loro attività,
due sole restano (SS. Sacramento e S. Giuseppe – S. Lucia). Si vogliono
qui ricordare le ormai estinte e che intervenivano alle
tradizionali processioni della Settimana Santa organizzate
dal Santo Monte: S. Chiara, S. Marcello, Rosario, Anime
Purganti, Carmine, Madonna della Difesa, S. Barbara. La
pietà popolare non smette in ogni caso ancora oggi il suo
soccorso verso il Santo Monte: estinte quasi tutte le
confraternite è cresciuto il numero dei giovani e degli
adulti con l’abito dei abballotti che costituiscono i vecchi
sodalizi.
VENERDI’
SANTO (sera) Dopo la
deposizione del Crocifisso che i Germani del Santo
Monte compiono in
stretto riserbo alle 15.00 in punto, essi
proseguono nell’elaborata preparazione della processione
serale. Tutto deve essere pronto alle venti in punto.
L’influsso della cultura spagnola si fa sentire specialmente
in quest’ultima processione del Descenso. Nella
struttura professionale, simile a quella delle processioni
del Giovedì e Venerdì mattina, si innesta un frammento di
Sacra Rappresentazione del funerale di Gesù. Non quello
che probabilmente fu ma una rivisitazione con spirito
spagnolo, barocco e pomposo. Il corteo funebre di un Re, con
le sue insegne e i suoi dignitari. Quindi
aprono quest’ultima parte del corteo “Is Vexillas”,
con strumenti e attori della passione, il S. Giovanni e la
Maddalena, due maschietti vestiti con foggia orientale e
accompagnati dagli Obrieri del Descenso (i due
Germani responsabili della deposizione del crocifisso e dei
dettagli organizzativi di questa processione), Is Varonis (i nobili, Giuseppe D’Arimatea e Nicodemo accompagnati
da due anonimi aiutanti, i servi). Infine, sotto il
baldacchino, il simulacro di Gesù morto a grandezza
naturale, artistica opera del XVII secolo. Chiude
l’Arciconfraternita del Santo Monte in corpo che scorta
l’immagine dell’Addolorata. Ancora dietro, la grande croce
portata dai penitenti, il clero e il popolo.
SABATO SANTO Per l’Arciconfraternita del Santo Monte si chiude una
intensa settimana di gravose incombenze ma, da quando la
riforma della liturgia della Settimana Santa, ha reso il
Sabato giorno privo di liturgia in attesa della Pasqua, si è
pensato di profondere le residue energie proponendo ai
fedeli nell’Oratorio di S. Michele il richiamo di Gesù nel
sepolcro. La Chiesa infatti rimane aperta fino a tarda sera
per l’adorazione al Cristo morto adagiato nella lettiga.
I riti della Domenica di Pasqua e del Martedì
successivo sono di competenza della Confraternita di S.
Giuseppe
PASQUA
E’ la più grande festa dell’anno.
Al canto del “Gloria”, nella notte, mentre le campane
riprendono il loro concerto di festa, entra in Cattedrale
Gesù Risorto. Quindi la domenica mattina due processioni:
una da S. Giuseppe con la Madonna e i due ragazzi
impersonanti la Maddalena e S. Giovanni; l’altra nella
cattedrale con Gesù Risorto. Due processioni con due
itinerari diversi; luogo dell’Incontro: l’ampio spiazzo da
Via Gramsci alla Piazza Sella; gremito di popolo. Tre
inchini delle Croci dei Confratelli e dei Simulacri, da tre
distanze sempre più ravvicinate. Quindi un’unica processione
fino alla Cattedrale, ove il Vescovo attende per il solenne
pontificale. Lungo il percorso, si offrono ai Confratelli –
infilandoli nelle stanghe delle portantine delle statue – i
tradizionali “coccois de Pasca”.
MARTEDI’
DOPO PASQUA Il tutto si completa il martedì
sera con la piccola processione de “s’inserru”, dopo la
Messa Capitolare in Cattedrale.Un’unica processione per Via
Satta, che poi si sdoppia nella Via Don Minzioni “s’arruga
de Conventu”: tre saluti con tre inchini, fatti man mano a
maggiore distanza, e i simulacri si separano. Quindi in
chiesa: Gesù Risorto in S. Francesco; la Madonna in S.
Giuseppe. Qui a chiusura di tutto,il giorno dopo, il
Capitolo celebra la Messa del voto, la cui origine risale al
1735.
PROGRAMMA:
Martedì: Processione dei Sette Misteri; ore 19,00-Inizio
processione: Chiesa San Michele
Mercoledì: Santa messa Chiesa San Michele - Ore 18,30
Giovedì: Processione dell'Addolorata e visita alle sette
Chiese; Ore 20,00-Inizio: Chiesa San Michele
Venerdì mattina: Processione del Monte; Ore
9,00-Inizio: Chiesa San Michele
Venerdì sera: Processione del Descenso; Ore
20,00-Inizio: Chiesa san Michele
Domenica mattina: Processione de "S'Incontru":
Ore 09,30 - Chiesa di San Francesco, Processione con il
Cristo Risorto, Chiesa di San Giuseppe, Processione con
il simulacro della Madonna
Martedì pomeriggio: Processione de "S’Inserru"
- ore 18.30 - Chiesa Della Purissima.