MUSEO DELLE MACCHINE

Museo delle macchine da miniera Nei millenni di sfruttamento dei giacimenti dell'Iglesiente, i minatori hanno utilizzato strumenti di scavo semplici che comportavano un duro ed estenuante lavoro fisico. Unica innovazione tecnica di rilievo fu l'avvento dell'esplosivo. 
Dopo il 1850, con l'industrializzazione, furono adottati mezzi tecnologicamente sempre più avanzati, che portarono alla meccanizzazione delle miniere. L'inventiva e la professionalità dei tecnici minerari determinarono la trasformazione di un lavoro basato sulla forza dell'uomo e su pochi attrezzi, in un sistema produttivo industriale all'avanguardia nel mondo. 
A partire dal 1980, per la necessità di dare un forte impulso alle produzioni, sono state introdotte delle grandi macchine che hanno consentito la rapida coltivazione di grandi aree mineralizzate e il trattamento di quantitativi notevoli di tout-venant. 
Le miniere di piombo e zinco e le officine minerarie sarde sono così divenute banco di prova e fucina per tante aziende costruttrici che volevano migliorare i rendimenti e le prestazioni delle proprie macchine. In qualche caso, come per l'autopala Montevecchio, il prototipo fu addirittura ideato e realizzato nelle officine di quella Società che poi trasferì il brevetto alla Società Atlas Copco. 
Il museo documenta queste importanti tematiche, esponendo oltre 70 macchine a partire dal 1850 e varie attrezzature specifiche per i lavori minerari. Tra i modelli di macchine: Jumbo Tamrock Minimatic H207M, Vagone Hagglunds HRS 12, Vagone per il trasporto del personale, Autopala Atlas-Copco Cavo 310, Locomotore Parkano PUL 12°, Carro di perforazione Atlas-Copco Simba H252. 
Indirizzo: località Masua, 09010 Iglesias 
Telefono: 0781 491300 
Ente titolare: IGEA SpA 
Orari: su prenotazione

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