Iglesias

Cenni storici e sociali

Iglesias è ubicata nella Sardegna sud-occidentale, nel vasto territorio sulcitano che va da Capo Pecora a S.Anna Arresi, comprendente le ampie e fertili vallate del Cixerri (il Sulcis flumen dei Romani) e del Basso Sulcis.

Abitata sin dall'antichità, nel suo ambito comunale si trovano ben 95 siti archeologici, le cui emergenze o toponimi abbracciano un arco di tempo dal prenuragico al medioevo, per poi continuare sino alle epoche moderna e contemporanee. Questo sta a dimostrare la presenza dell'uomo, senza soluzione di continuità, attratto, principalmente, dalla ricchezza del sottosuolo.

Oggi, le miniere hanno concluso il loro ciclo, e la Città è alla ricerca di nuove vie di sviluppo e di imprenditorialità. Non si conosce quale fosse la sua remota denominazione, essendo gia abitata nel periodo punico-romano; è più nota invece, come Villa di Chiesa o Villa ecclesiae, nome che le deriva non dal dominio pisano, ma molto probabilmente da quello bizantino o dai primissimi tempi dei Giudici (luogo di asili o di assemblea, proprietà della Chiesa). Sino a poco tempo fa si faceva menzione di Villa di Chiesa e della sua nascita, riferendosi a un documento creduto il più antico, datato 5luglio 1272, e custodito nella Chiesa di San Lorenzo di Genova. La realtà vuole che Papa Onorio III nel "Liber Censuum" cita il grande monastero di San Saturno con tutte le sue pertinenze: siamo nel 1218. La Chiesa di S. Saturno, oggi Santuario delle Grazie, situata sulla sommità di una collina, interamente edificata, nel Centro Storico d'Iglesias. Fuori le Mura, annoveriamo altri antichi luoghi di culto, quali S. Antonio Abate (sec. X-XI), Valverde (sec. XII-XIII), S. Salvatore (sec. IX-X). Iglesias, libero Comune e città reggia con zecca, è stata Capoluogo di Provincia e poi di Circondario.

La sua popolazione è sui 30mila abitanti; la parte attiva di essa lavora nei servizi (scuole, banche, ospedali, uffici, ecc), agricoltura e allevamento, artigianato e ristorazione.

 
Specialità alimentari

Bravissime le maestre dolciarie iglesienti per la produzione dei dolci tipici,tra cui meritano un particolare posto d'onore le pasiglie, gli amaretti, i biscotti (di una leggerezza e squisitezza uniche), i croccantini; ottimo il pane, mentre si riaffaccia, sensibilmente la produzione di buon vino e dell'olio d'oliva che costituivano uno dei blasoni dell'Iglesias ottocentesca. Il Centro Storico, racchiuso entro le Mura con 22 torri (dominazione dei Conti Donoratico della Gherardesca),si presenta ancora come uno dei più ragguardevoli della Sardegna con le sue belle Chiese, palazzi, vicoli caratteristici e la Rocca Salvaterra. Intorno, splendide campagne e il grande patrimonio di archeologia mineraria, in via di risanamento e di valorizzazione,splendido il complesso naturalistico del Marganai, con il suggestivo Lago Corsi. Tra le feste più importanti: il Carnevale con Norfieddu, la Settimana Santa di epoca spagnola, Madonna delle Grazie (luglio), l'Assunta e i Candelieri (15 agosto), Beata Vergine del Buoncammino (ottobre) e altre. Con il tempo, sarà rievocata, la Corsa all'anello, detta "Sortilla". Gli abiti tradizionali femminili sono molto pittoreschi ed eleganti:la "Nostrada", con la mantiglia di seta bianco-celeste e la "Massaia", con la mantelletta di panno e la gonna rossa, plissettata. Gli uomini, "Is Meurreddus", vestivano un abito di orbace nero con un giubbetto (per le cerimonie) di panno o velluto azzurro (i più abbienti). Particolarissimi gli antichi gioielli;Iglesias è stata la patria dell'arte orafa e argentiera della Sardegna. Attualmente esistono alcune botteghe e la Cooperativa S. Eligio. Per i pesci, vari modi di cottura, dall'arrosto all'umido, al fritto.

Tra le paste fresche: maccarroni de busa, tallarinus, spizzu e ghetta, zappuleddus, findellinus, malloreddus de unga e de s'Assunta, vari tipi di ravioli. Fritture tipiche per il Carnevale: curruxonis de mendua, de bentu, arrubiolus, parafrittus, ecc.

 

 
Informazioni turistiche

La città d'Iglesias se convenientemente valorizzata, saprà dare un grande valido apporto al turismo isolano e un nuovo lancio all'economia locale, per tanti aspetti inediti che possiede. Tra i luoghi da visitare anche i musei: Mineralogico, delle Arti Minerarie, Etnografico. È in arrivo anche quello Archeologico, atteso da tanto tempo. A chiusura di questa descrizione, rivolgiamo un invito: nessuno vada via da Iglesias e dal suo territorio, senza che sia salito sul Colle del Buoncammino (Santuario e Monastero, alt. 329 s.l.m..) da cui si può ammirare un panorama mozzafiato.

 
 

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