SAN DOMENICO

La chiesa neogotica di San Domenico sorge nell’area in cui, in epoca medioevale, era ubicata la chiesa della Santissima Trinità menzionata nel Breve di Villa di Chiesa. La sua costruzione fu voluta dal canonico iglesiente Michele Fenza, che ne favorì la costruzione mediante un lascito del 1610 a favore della creazione di un convento di frati Domenicani, con l’impegno di impartire gratuitamente l’istruzione ai bambini poveri. La tradizione popolare racconta che gli stessi bambini contribuirono al trasporto del materiale per l’erezione della chiesa, da qui il nome di “Cresia de is piccioccheddus” (chiesa dei ragazzi). L’edificio, ricostruito ed intitolato a San Domenico, nel suo evidente aspetto neogotico, riflette la fase di ritorno della cultura medioevale attuatasi con la Controriforma, tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600. La facciata presenta un portale inquadrato da colonne corinzie ed architrave, sormontato da un arco trilobato in cui si apre una piccola finestra, ai lati altre due colonnine sostengono un piccolo timpano. L’interno ha pianta ad aula mononavata, divisa in quattro campate da archi a sesto acuto in blocchi di trachite rossa con cappelle laterali, due per lato, coperte con volta a botte, tranne la seconda a sinistra, quella dedicata all’Assunta, coperta con cupola a padiglione. Da rilevare in questa chiesa l’assenza del presbiterio, che fu completamente demolito per la costruzione dell’attuale Via Eleonora; quello che un tempo era l’arco d’accesso infatti, è oggi interrotto dal muro di fondo, sul quale si trovano due monofore, a sesto acuto, con vetri policromi; in alto, al centro, una nicchia ospita il simulacro di San Domenico.

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Dicembre 2017
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