Il Breve

 

Nell'Archivio Storico di Iglesias viene conservata "a perpetua memoria" la storia di Villa di Chiesa, antico nome della città, a partire dal periodo pisano, catalano- aragonese, spagnolo e sabaudo.
La serie dei documenti ivi contenuti prende avvio con il Breve di Villa di Chiesa, antico codice di leggi risalente al periodo pisano, rivisto nel periodo catalano aragonese, precisamente, nel 1327. Esso è pervenuto sino a noi nella sua veste autentica "in carta di montoni" come prescriveva lo stesso Breve, ed è un bel manoscritto in pergamena, in stato di conservazione discreto, vergato in un'accurata scrittura gotica libraria in lingua volgare pisana. Nella copertina sono visibili motivi arabescati incisi entro cornici rettangolari che, partendo dai bordi della copertina e parallelamente alla stessa, diminuiscono di grandezza verso l interno. Al centro vi è un rosone. La legatura è completata da quattro borchie metalliche di colore argento munite di fibbie. Il codice è privo di miniature, sono alquanto decorate le lettere iniziali dei capitoli, che furono realizzate in caratteri onciali e con un pesante tratteggio. Sono in rosso le rubriche, le parole di raccordo dei fascicoli. Il Breve, nella redazione definitiva, rappresenta il risultato di una lunga elaborazione legislativa che ha inizio ne periodo della signoria donoratica e si conclude in quello della dominazione aragonese. Tale dato è confermato dallo stesso Breve che contiene frequenti riferimenti ai brevi vecchi compilati in epoche precedenti e rivela talvolta una scarsa coordinazione tra i capitoli di uno stesso libro.
La redazione definitiva del Breve, strutturata in quattro libri, risale pertanto al periodo della dominazione diretta di Pisa su Villa di Chiesa, essendosi limitato l'operato dei brevaioli dell'epoca aragonese alla sostanziale recensione della legislazione pisana e l'affermazione della sovranità del re d'Aragona.

Dopo essere restato nell'oblio per alcuni secoli, il Breve è stato riportato alla luce dal Conte Carlo Baudi Di Vesme che lo scoprì nel 1865 nell'Archivio Comunale di Iglesias. Fu lui ad intuirne l'importanza e a prepararne una edizione critica con ricco corredo di note, introduzioni, commenti e documenti allegati che fu pubblicata dopo la sua morte nel 1877, nella collana Historiae Patrie Monumenta.

Il Primo Libro contiene la descrizione degli organismi istituzionali che sono preposti all'esercizio del potere amministrativo e giurisdizionale nella circoscrizione territoriale di Villa di chiesa
La prima parte descrive minuziosamente i doveri, i diritti e le funzioni dei funzionari regi della corte, che è il centro amministrativo e giurisdizionale della città. La seconda parte contiene la normativa relativa agli ufficiali dell'università di Villa di Chiesa. La Terza regola era sulle materie varie quali festività religiose, usi civici, funzioni pubbliche non contemplate nelle parti precedenti.

Il Secondo Libro può considerarsi diviso in due parti. La prima detta le norme principali relative alla procedura penale; la seconda contiene la descrizione dei reati e delle pene previste per chi li commette, partendo dalle fattispecie più gravi per terminare con le minori.

Il Terzo Libro, originariamente dedicato al diritto civile e alla relativa procedura, è andato via via comprendendo anche una serie di norme amministrative, fiscali e di polizia.

Il Quarto Libro disciplina in maniera specifica la materia minero - metallurgica. Esso espone le funzioni dei maestri del monte e degli altri pubblici ufficiali che hanno competenze nel settore minerario; detta la normativa relativa all'occupazione e alla coltivazione dei giacimenti nonché al commercio dei minerali; definisce i diritti e i doveri dei soggetti interessati, in qualche modo, all'industria minero - metallurgica. Esso presenta un notevole numero di termini tecnici, aventi origine germanica, che sono penetrati nella Penisola probabilmente attraverso le infiltrazioni barbariche e si sono imposti anche in Italia a causa delle più progredite o più diffuse tecniche minerarie di quelle popolazioni. Di tali vocaboli non sempre è agevole dare l'equivalente preciso in termini moderni, e sono stati oggetto di particolare indagine da parte del Baudi Di Vesme. E' quest'ultima la parte più originale della raccolta legislativa, che si diversifica il Breve dai coevi statuti di area italiana; costituisce infatti la più antica normativa a noi pervenuta che regolamenti l'industria estrattiva e ci consente di conoscere l'organizzazione del lavoro, la tecnica di estrazione del materiale e della fusione. A cura dell’Archivio Storico del Comune di Iglesias

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