Foresta ricca di numerose specie faunistiche e
molteplici specie endemiche che vanno a comporne la
flora, è frequente meta di visitatori sia locali che
stranieri.
Inquadramento geografico e amministrativo
Provincia: Cagliari - Comuni: Iglesias, Domusnovas,
Fluminimaggiore - Superficie: 3650 ha - Capo Cantiere:
Giuseppe Chessa - cell 320 4331060 - tel e fax 0781 20060
Descrizione generale Acquistata nel 1979, la Foresta Demaniale di Marganai ha
conservano, nonostante il paesaggio naturale sia stato
oggetto di interventi anche molto pesanti ad opera
dell’uomo, caratteristiche molto suggestive. Ne sono un
esempio le aree che sono state oggetto di intenso
sfruttamento minerario e che nonostante tutto hanno
conservato la loro bellezza paesaggistica.
Ai sensi della L.R. 31/89, la foresta di Marganai rientra
nell’area facente parte il progettato “Parco naturale di
Monte Linas, Marganai-Uridda, Montimannu” in quanto
considerata Zone di interesse paesistica ai sensi del
D. Lgs 490/1999 (già L 1497/39), art. 139 e 146.
La zona settentrionale del compendio del Marganai, (circa
450 ha), è compresa nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC)
del Monte Linas ai sensi del D.P.R. n. 357 del 08/09/1997
che recepisce la direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della
flora e della fauna selvatiche, ai fini della salvaguardia
della biodiversità.
All’interno della foresta, sempre ai sensi della L.R. 31/89,
viene individuata come area di rilevante interesse
naturalistico la zona della Grotta di S. Giovanni in quanto
grandioso monumento che, oltre ad essere una delle più
vaste cavità sarde, è interamente percorribile con mezzi
motorizzati. È quindi una vera e propria grotta-galleria
attraversata da una strada carrozzabile che corre parallela
al Rio Sa Duchessa. Il tunnel, sviluppantesi sotto un’alta
parete calcarea, ospita il trilobite Paradoxides
mediterraneus; presso le pareti si rinvengono numerosi resti
archeologici, probabili avanzi di mura ciclopiche.
Nella foresta di Marganai ha sede la base elicotteristica
omonima “Marganai”, che esercita un ruolo logistico
importante nel contesto del Piano regionale per la difesa
degli incendi estivi, a servizio del settore Sud-Ovest della
Sardegna nell’attività di tutela antincendi.
La foresta è un’importante meta di turisti e di studiosi, ed
è vistabile seguendo numerosi sentieri e percorsi, molti dei
quali estremamente suggestivi. La foresta è dotata di una
foresteria dove è possibile pernottare; la foresteria è
gestita da una cooperativa che offre escursioni organizzate,
sia a piedi che a cavallo, e la preparazione di pranzi
tipici sardi. Il turista può anche visitare il giardino
botanico della foresta, che presenta l’immenso patrimonio
floristico di cui questa area è ricca. All’interno del
giardino, vengono infatti raccolte diverse associazioni
geo-floristiche, che hanno come obiettivo quello di
ricostruire l’ambiente fisico e fitosociologico dell’area.
Lo scopo principale di questo giardino è quello scientifico,
ma anche didattico ed educativo.
La foresta di Marganai è anche laboratorio di studio e
monitoraggio degli ecosistemi forestali mediterranei, ed in
tal senso nel 1995 è stata realizzata un’area permanente
inserita nella rete nazionale facenti capo al programma
CONECOFOR, che conta 31 aree nel territorio italiano.
Il Programma CONECOFOR è ideato e coordinato dal Corpo
Forestale dello Stato con centro di coordinamento nazionale
a Roma);
Nell’area sono svolte, da dieci anni e con continuità,
approfondite indagini sulla vegetazione, le condizioni delle
chiome, il contenuto chimico delle foglie e dei suoli, le
variazioni di accrescimento degli alberi, le deposizioni
atmosferiche, il clima e il microclima, l’ozono e la
biodiversità.Gli studi l’elaborazione dei dati rilevati
vengono portati avanti da 9 Centri di ricerca di rilevanza
nazionale (Centri di ricerca del C.F.S., C:R:A del Mi.P.A.F,
CNR, Università).
I principali risultati ed ulteriori informazioni sul
progetto sono peraltro disponibili nel sito specifico
CONECOFOR.
Aspetti climatici
Secondo la classificazione climatica del Pavari si può
supporre che la foresta ricada nel suo complesso nella zona
fitoclimatica del Lauretum - sottozona calda e fredda, tipo
con siccità estiva. Le precipitazioni seguono un regime
caratterizzato da massimi invernali (dicembre-febbraio) ed
autunnali (ottobre-novembre), mentre i mesi estivi sono
caratterizzati da estati piuttosto siccitose, ma non
eccessivamente calde.
Aspetti geopedologici
I substrati litologici sui quali insiste l’area della
foresta sono costituiti da calcari, dolomie e calcari
dolomitici del Paleozoico Mesozoico. Dal disfacimento di
queste rocce carbonatiche si ha la formazione di suoli da
profondi a poco profondi, a tessitura
franco-sabbioso-argillosa ad argillosa, da mediamente a poco
permeabili, a reazione neutra e buon contenuto di sostanza
organica, caratterizzati a volte dalla presenza di
rocciosità e pietrosità consistenti, anche a causa della
loro elevata caratteristica di erodibilità.
Dal punto di vista geomorfologico la foresta è rappresentata
da un massiccio che si sussegue con cime aspre e tormentate,
soprattutto nella zona settentrionale appare molto
accidentata con vaste distese di roccia affiorante.
I corsi d’acqua sono prevalentemente a portata stagionale, i
principali sono Riu Sarmentus, Riu Sa Duchessa, Riu Oridda.
Il bacino idrografico è quello del Flumini Mannu.
L’altitudine varia dai 214 m s.l.m. ai 1009 m s.l.m. (Monte
Nipis).
Aspetti vegetazionali
Il territorio in esame rientra nell’orizzonte mesofilo del
climax delle foreste di leccio. La vegetazione risente
di
un’eccessiva
pressione antropica sia con i ripetuti incendi
che con il pascolo. Questi eventi hanno favorito
l’insediamento di formazioni a macchia secondaria, cisteti e
garighe. I tentativi di rimboschimento sono stati numerosi
utilizzando specie del genere Pinus. I pochi lembi di
lecceta presenti nel territorio sono ascrivibili
all’associazione del Viburno-Quecetum ilicis: si tratta di
formazione mesofile con sporadica presenza di corbezzolo e
massiccio ingresso di sclerofille termoxerofile
dell’orizzonte inferiore. Molto estesi sono i rimboschimenti
artificiali effettuati a partire dal 1914 principalmente con
conifere (pino domestico, pino d’Aleppo e pino radiata),
recentemente sono state impiegate anche le latifoglie
(leccio, sughera e roverella). Il sottobosco è quasi sempre
formato da elementi della macchia a oleastro (Olea europaea
var. sylvestris) e lentischio.
Nella foresta di Marganai la funzione protettiva è svolta in
modo piuttosto efficiente dalle formazioni boschive naturali
presenti. Mentre in quelle aree ricostituite con
rimboschimenti, non ancora affermati, tale funzione non è
garantita a pieno per via dello scarso grado di copertura
vegetale. Al fenomeno degli incendi è dovuto, l’insediamento
di formazioni a macchia secondaria, di cisteti e garighe,
che si affermano soprattutto in aree con suoli poco profondi
ed esposte ai venti dominanti. Queste ultime formazioni, per
la modesta copertura vegetale, per il ridotto apparato
radicale e della scarsa lettiera prodotta, esplicano una
scarsa intercettazione delle precipitazioni e, di
conseguenza una scarsa azione regimante.
Nel settore nord orientale della foresta, piana di Oridda, è
stata oggetto di sperimentazione nel settore dei
rimboschimenti produttivi e dell’arboricoltura da legno, da
parte della S.A.F. In seguito a lavorazione andante del
terreno sono stati realizzati impianti produttivi di
conifere (soprattutto pino marittimo) e di latifoglie (noci,
frassini, ontani ed eucalipti).
La foresta demaniale di Marganai è ricca di numerose specie
faunistiche quali, il cinghiale (Sus scrofa), il gatto
selvatico, il falco pellegrino (Falco peregrinus) ecc.
Alcune zone possono essere ritenute adatte per la
reintroduzione del cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) e
del muflone (Ovis ammon musimon). La presenza di diverse
specie faunistiche, ha fatto si che questa foresta abbia una
elevata valenza naturalistico ambientale. Inoltre l’area
della foresta di Marganai è frequentata anche dall’aquila
reale.
La flora è allo stesso tempo ricca di specie, con una
rilevante presenza di flora endemica, che si è conservata
per la netta differenziazione geologica con i territori
circostanti.
Come si raggiunge
Alla foresta si accede dalla la S.S. 126 Iglesias-Guspini
attraversando la frazione di S. Benedetto e percorrendo la
pista che conduce a 'Case Marganai'.
Si può raggiungere inotre dalla S.S. 130 passando dal bivio
per Domusnovas e seguendo le indicazioni per la Foresta.